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Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la mozione sulle centrali biometano: ricorso al Tar del Lazio avverso la determina regionale

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Il Consiglio Comunale ha approvato all'unanimità la mozione sulle centrali biometano: ricorso al Tar del Lazio avverso la determina regionale
Luciano Bruschini SIndaco
10-02-2016 -

MOZIONE
PER L’ADOZIONE DI ATTI E MISURE CONTRO L’INSTALLAZIONE INCONTROLLATA DI IMPIANTI DI PRODUZIONE DI BIOMETANO ED A FAVORE DELLA CORRETTA CHIUSURA DEL CICLO DEI RIFIUTI IN AMBITO COMUNALE O INTERCOMUNALE

Premesso che:

- in data 02/09/2015 presso il protocollo del Comune di Anzio è stato presentato, per sola opportuna conoscenza, il Progetto Definitivo per la realizzazione nel territorio di Anzio, in Via Antonio De Curtis - località Padiglione, di un impianto per il trattamento dei rifiuti che prevede sia la lavorazione di rifiuti indifferenziati sia la digestione anaerobica di rifiuti organici ai fini della produzione di biometano;
- l'impianto si compone di una Sez. A “Linea per il trattamento di 55.000 ton/anno di frazione residuo da R.D. con recupero di materia e di una Sez. B “Linea per il trattamento di 35.000 ton/anno di frazione organica umida da RSU con produzione di biometano. La capacità dell'impianto equivale quindi a circa 4 volte il peso dei rifiuti (organico ed indifferenziato) prodotti dalla città di Anzio;
- sempre in località Padiglione, in Via della Spadellata, risulta già autorizzato in data 16/12/2015 dalla Regione Lazio, un altro impianto per il trattamento di rifiuti organici con recupero energetico attraverso la produzione di biogas per una capacità pari a 50.000 ton/anno. Questo impianto copre abbondantemente il peso dei rifiuti organici prodotti dalla città di Anzio;
- contestualmente alla richiesta di insediamento e/o ampliamento di impianti nel territorio di Anzio, allo stato risultano istruite presso la Regione Lazio, ulteriori richieste per impianti analoghi nei territori di Ardea e Pomezia. La capacità complessiva di questi impianti è grandemente esorbitante rispetto al fabbisogno dell’intero comparto territoriale di riferimento e tale dato conferma come i territori periferici di Roma rischiano di assumere il ruolo di pattumiera dell'area metropolitana;

Osservato che:
-  il funzionamento di tali impianti, soprattutto in ragione dei volumi di rifiuto da trattare, si teme che comportino rilevanti rischi per l’ambiente e soprattutto per la salute dei cittadini. Prescindendo dai necessari approfondimenti tecnici, preme in questa sede segnalare le seguenti evidenti criticità:
- la vicinanza a popolosi agglomerati urbani uno dei quali (Sacida) oggetto di un piano di recupero di nucleo abusivo adottato da anni ed in attesa di un’approvazione subordinata agli esiti della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) ancora in corso di istruzione ed esame da parte del competente organo regionale;
- La vicinanza a plessi scolastici;
- Esistono nella zona altre aziende che presentano notevoli rischi di inquinamento ambientale ivi incluse quelle già dedite al trattamento dei rifiuti inerti.
- l'adiacenza ad un’area SIC (Sito di Interesse Comunitario) di rilevante importanza ecologica ed archeologica;
- la vicinanza al fosso delimitato e vincolato dal PTPR (Piano Territoriale Paesistico Regionale) con sbocco a mare a circa 3,5 Km dal sito in esame;
- la presenza di un elettrodotto e di uno sfiato della condotta di Acqualatina;

Considerato che:
- la costruzione di impianti di tale natura è palesemente incompatibile con la vocazione turistica del territorio e sarebbe gravemente lesiva dell’intera economia cittadina incentrata sul turismo balneare e quindi fortemente dipendente dalla qualità dell’aria, del mare e dell’ambiente in genere. La sola associazione ad Anzio di mega impianti di questo tipo induce un sicuro danno alle prevalenti attività produttive cittadine quali alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, pesca nonché un deprezzamento certo dei valori immobiliari come avvenuto in casi analoghi;
- per il progetto presentato in data 02/09/2015 si prevede l’assoggettabilità alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nell’ambito della quale il Comune di Anzio, in occasione delle apposite Conferenze dei Servizi ed al pari di altri portatori di interessi specifici, potrà rappresentare ogni opportuna ragione a sostegno della sua netta contrarietà all’installazione di tale impianto;
-  La regione Lazio in merito all’impianto autorizzato in via della Spadellata ha espresso parere favorevole alla variante “non sostanziale” senza ritenere opportuno informare il Comune di Anzio.

Ritenuto che:
-  rappresenta un dato di estrema preoccupazione il fatto che la richiesta di insediamento degli impianti in esame, al pari delle numerose altre nella Regione Lazio, ed a quelli già autorizzati, avviene in un frangente caratterizzato dal vuoto normativo dovuto dall’assenza di un vigente Piano Regionale dei Rifiuti che fissi i corrispondenti limiti massimi di capacità per gli impianti nonché le linee guida negli ambiti Territoriali contenenti le più idonee e stringenti cautele a tutela dell’ambiente e della salute;
- di fatto l’attuale quadro normativo consente, a fronte del rispetto di norme d’ordine tecnico, l’installazione di impianti di trattamento rifiuti in un qualsiasi sito a destinazione industriale prescindendo da ogni altra considerazione di tipo pianificatorio che tenga debitamente conto delle complesse implicazioni che tali scelte hanno sui territori;
- la Regione Lazio sta predisponendo il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti incentrato sul potenziamento e miglioramento dei sistemi di raccolta differenziata e la chiusura del ciclo di rifiuti in ambiti comunali o intercomunali da definire. Alla luce di tali auspicabili previsioni è quanto mai opportuno che si predispongano severe misure e norme di salvaguardia che impediscano, nelle more del nuovo piano, il proliferare indiscriminato di iniziative private svincolate da un'apposita pianificazione;
- gli eventuali rischi ambientali derivanti dalle criticità rilevate sono tali da rendere opportuna la richiesta agli organi sanitari competenti uno “studio epidemiologico di corte” per valutare in modo analitico il reale stato di rischio per la salute dei cittadini prima di avviare ulteriori pericolose attività;
- la redditività degli impianti in esame è anche derivante dal meccanismo di incentivi statali che ne favoriscono la realizzazione. Non si rinviene alcuna certezza sul futuro di questi impianti alla cessazione degli incentivi e sugli ulteriori rischi che potrebbero derivare in futuro dalle loro possibili dismissioni;

Ribadito che:
- è urgente e necessario che l’Amministrazione Comunale attraverso gli uffici preposti, possibilmente coadiuvati da competenze esterne, approfondiscano ogni aspetto della vicenda al fine di predisporre gli atti utili a contrastare nelle previste conferenze dei servizi ed in ogni altra sede utile il temuto insediamento di impianti di trattamento dei rifiuti assolutamente incompatibili con la capacità del territorio di ospitarli;
- il faticoso avvio della raccolta porta a porta deve essere necessariamente perfezionato puntando al miglioramento del servizio ed all’obiettivo della minimizzazione della produzione di rifiuti ed alla chiusura del ciclo di smaltimento in ambito comunale o intercomunale con modalità compatibili con il già precario assetto dei territori costieri.

I sottoscritti consiglieri comunali, alla luce di tutto quanto sopra esposto invitano il Consiglio Comunale ad approvare quanto segue:

- esprimere la netta contrarietà della città di Anzio alla proliferazione indiscriminata e non pianificata nel proprio territorio di impianti di trattamento di qualsiasi rifiuto per capacità esorbitanti rispetto al reale fabbisogno della città;
- esprimere la volontà della città di Anzio di perseguire politiche di riduzione dei rifiuti presenti sul suo territorio, rafforzamento del sistema di raccolta differenziata, chiusura del ciclo dei rifiuti alla scala comunale ovvero intercomunale partecipando in modo attivo alla corretta definizione di ambiti, regole e limiti che disciplinano l'insediamento di impianti di trattamento dei rifiuti;
e per tali prioritari fini di procedere a:
- dare mandato a Sindaco ed alla Giunta di avviare ogni iniziativa d’ordine amministrativo e POLITICO, possibilmente in modo coordinato con altri comuni, per rappresentare nelle sedi istituzionali della Regione Lazio e del Parlamento se necessario, la pressante ed indifferibile necessità di norme di salvaguardia a tutela delle comunità locali in attesa del nuovo ed organico quadro normativo di riferimento dato dal Piano Regionale dei Rifiuti;
-  tutti gli approfondimenti d’ordine tecnico e giuridico, anche con l'ausilio di esperti qualificati, affinché l’Amministrazione di Anzio rappresenti al meglio gli interessi della città nelle conferenze dei servizi in cui sarà chiamata a partecipare ed esprimersi in ogni altra sede utile;
- richiedere agli organi sanitari competenti l’elaborazione di uno “studio epidemiologico di corte” esteso alle aree urbane di interesse e che consenta di comprendere il reale rischio per la salute dei cittadini;
- dare mandato al Sindaco previo opportuni approfondimenti, di avviare entro i termini previsti dalla legge apposito ricorso agli organi giurisdizionali e non, avverso i provvedimenti autorizzativi degli impianti in argomento.
- alla luce di quanto sopra richiedere alla Regione Lazio una rivalutazione del suo parere sulla Valutazione Impatto Ambientale in merito al progetto autorizzato in via della Spadellata, tenendo in considerazione tutte le premesse sopra indicata.
-  stabilire che il Consiglio Comunale unitamente alla Commissione Consiliare Ambiente siano costantemente informate e mobilitate nel merito del problema in argomento.
- demandare alla conferenza dei capigruppo presieduta da Sindaco la nomina, entro il 22 febbraio p.v. e con metodo paritetico, di una commissione di 4 (quattro) esperti in materia ambientale dell’Università o del Ministero della Salute, affinchè indichino attraverso una Relazione Tecnico - Scientifica eventuali rischi per la salute e dettino eventuali distanze e limiti in merito ad insediamenti Residenziali, Scuole e Ospedali, ai fini della salvaguardia della salute pubblica, dell’intero ambito territoriale o subambito,
- Predisporre entro il 20 Marzo una proposta di integrazione e/o variante alle N.T.A. del PRG finalizzata a chiarire nel dettaglio l’elencazione delle attività pericolose, nocive e/o incompatibili con l’ambiente urbano ed il territorio.
-  Modificare entro 20 Marzo il Regolamento di Igiene e Sanità, ovvero produrre specifico regolamento comunale, inserendo prescrizioni anche con il contributo della commissione di cui ai punti precedenti, tese ad impedire insediamenti industriali di trattamento dei rifiuti potenzialmente nocivi per la salute dei cittadine.

 


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